Nel cuore di Cursi, tra vicoli di pietra chiara e memorie antiche, sorge Palazzo De Donno, un gioiello dell’architettura salentina che intreccia storia, cultura e vita comunitaria. Costruito nel XIX secolo e sviluppato su tre livelli – ipogeo, pianoterra e primo piano – il palazzo è un testimone silenzioso di secoli di lavoro, tradizioni agricole e incontri culturali.
L’ipogeo custodisce una delle anime più affascinanti del luogo: il frantoio sotterraneo, risalente al XVIII secolo, un tempo cuore pulsante della produzione di olio, oggi riqualificato e trasformato in spazio espositivo. Qui, tra volte in pietra e antichi macchinari, la collezione “Oggetti della Memoria” racconta la storia della lavorazione della pietra leccese e del legame tra uomo e territorio.
Il pianoterra è oggi un laboratorio culturale aperto: sala convegni, punto informazioni, cucina di comunità, residenze artistiche e un giardino esterno che accoglie eventi all’aperto, tra profumi d’erba e suoni di festa.
Al primo piano, la Biblioteca “Antonio L. Verri” custodisce il prezioso fondo del poeta, una collezione di libri, manoscritti e opere d’arte che nutre studi, curiosità e incontri letterari. Qui, la luce che filtra dalle grandi finestre illumina pagine, idee e storie nuove, rendendo il palazzo un luogo vivo, dove la cultura è dialogo e condivisione.
Perché visitarlo?
- Per scoprire il fascino di un frantoio ipogeo che racconta la storia agricola del Salento.
- Per respirare un’atmosfera in cui memoria e contemporaneità convivono.
- Per vivere uno spazio dove arte, libri, sapori e comunità si incontrano.
Palazzo De Donno è una casa di pietra che custodisce memorie e accende visioni. Un luogo dove il passato lavora ancora, dove la cultura è viva e condivisa, dove ogni visita diventa un racconto da portare via con sé.
